Quando i media peccano di sovrarappresentazione…

Ci ha pensato Cronache di ordinario razzismo a sottolineare un caso di sovrarappresentazione consumatosi nei giorni scorsi sulle pagine di testate sia locali che nazionali. Al centro la vicenda di un facchino di origini egiziane impiegato in un prestigioso hotel veneziano tacciato di essersi licenziato per non voler prendere ordini da una donna di grado a lui superiore. Diversi sono stati i toni riservati al fatto da parte dei quotidiani, tra i quali si riscontrano sostanziali differenze di trattazione.

Tutto sembra esser partito dal Gazzettino, che il 23 luglio ha pubblicato online l’articolo Io non prendo ordini da una donna: facchino islamico si dimette dal Danieli”. L’appartenenza religiosa del lavoratore posta in primo piano nel titolo, torna a esser ribadita anche nel testo. L’uomo è detto infatti aver rassegnato le dimissioni spinto dalla sua “rigida visione religiosa” che gli impediva di prender ordini da una persona di sesso femminile. L’autore del brano prosegue raccontando il successivo ritorno del facchino al posto di lavoro abbandonato e la mediazione cercata dalla direzione dell’albergo, che ha provveduto a garantire la presenza di un “collega maschio” durante i suoi turni.

Più forti i toni adottati da Rinascita – quotidiano di sinistra nazionale nel pezzo pubblicato il 23 luglio, “Si licenzia per non prendere ordini da una donna”. L’autore dell’articolo si riferisce alla vicenda parlando di “rigidi dettami dell’integralismo musulmano”, descrivendo il lavoratore dell’Hotel Danieli come un “neomedievalista” dalle “rigide e oscurantiste convinzioni religiose”. Il giornalista continua definendo una “calata di braghe” sia gli stages sull’integrazione culturale seguiti dal personale di molte strutture ricettive veneziane che le attenzioni poste nella composizione dei menù finalizzate al rispetto delle abitudini alimentari di una clientela cosmopolita. Coerente con i toni assunti nel resto del testo anche la sua conclusione: “Vuoi vedere che lo scontro futuro non sarà quello tra civiltà diverse, come ipotizzato qualche decennio fa dal politologo Samuel Huntington, ma quello tra società multiculturali e non? Peccato che l’Italia appartenga al primo gruppo di Nazioni”.

Del fatto, riportato come certo da Gazzettino e Rinascita, si apprende però una diversa versione leggendo gli articoli apparsi il 23 luglio sui siti di Repubblica e del Corriere. Le due testate hanno infatti riportato la vicenda scegliendo di mettere in evidenza, almeno nel testo, le informazioni emerse dalle dichiarazioni ufficiali. A comparire in primo piano è la smentita del direttore dell’Hotel, che si dice sorpreso e all’oscuro di tutto. Alla luce di tali affermazioni, La Repubblica giunge a smentire l’esistenza di un “caso” legato alla questione, mentre Il Corriere lo definisce un “giallo”.

Cronache di ordinario razzismo definisce la vicenda sollevata un vero e proprio “polverone mediatico”, riservando ai mezzi di stampa una critica: “É molto più raro – si legge sul sito – che le quotidiane discriminazioni di genere compiute da cittadini “doc” che attraversano il mondo del lavoro del bel paese trovino altrettanta visibilità nel dibattito pubblico”.

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