
Lettera aperta al direttore della Stampa – di Karim Metref
Di fronte all'ennesimo articolo che ripropone linguaggio e retro pensiero del cosiddetto razzismo democratico, la reazione di uno scrittore e giornalista di origine algerina. Che chiede a gran voce una presa di posizione da parte dei media. Ora.
L'articolo in questione è apparso su La Stampa il 29 maggio 2009, sotto il titolo: Islamiche e con il velo le bigliettaie della Reggia.
"Le due donne che guastano il decoro della Reggia reale sabauda secondo la nostra "fonte" e secondo il sicuramente complice cronista sta non in un qualsiasi atteggiamento sbagliato («Nulla da eccepire sul loro servizio...») ma ben nel fatto di essere straniere. Ancora peggio: islamiche. E per completare la linea d'accusa una addirittura con il velo! Ma questo "addirittura" indica che il velo è soltanto una aggravante ma il reato vero sta nell'essere quello che queste ragazze sono.(…)
Fino a quando si vuole andare avanti così? Non bastano, secondo voi, le aggressioni a sfondo razzista scatenate in tutto il paese? Non basta che il razzismo abbia invaso la scuola e il mondo dei
giovani? (…)
Penso sia ora di scegliere e di fare chiarezza tra chi sta per la convivenza e il rispetto reciproco e chi cerca lo scontro sociale? In mezzo c'è ormai ben poco spazio."
Nel blog di Karim Metref il testo completo della lettera.


Un articolo pesantemente razzista contro i rumeni. Un altro.
Il 4 febbraio scorso, all'indomani dell'uscita del DDL sul cosiddetto "pacchetto sicurezza", la versione on line de Il Giornale si distingue per un'uscita che non fa altro che alimentare un clima xenofobo che sta diventando insostenibile. Sin dal titolo - “Cacciamoli Bucarest si riprenda le sue canaglie” - l'autore Paolo Granzotto ci conduce in un percorso lessicale e contenutistico che attinge al peggior immaginario collettivo in un crescendo di generalizzazioni per cui i reati dei singoli diventano responsabilità di tutti i romeni.
Sfugge il valore informativo di un pezzo che – oltre a caratterizzarsi per l'estrema violenza verbale e delle affermazioni - non cita fatti, non fornisce dati, non argomenta venendo meno agli obblighi imposti dal codice deontologico dei giornalisti e ponendosi in contrasto con la spinta che ha portato all'adozione della Carta di Roma.
L'articolo di Granzotto non è passato inosservato, il giornalista Carlo Gubitosa ha affidato una sua forte presa di posizione a Micromega, COSPE ha indirizzato una lettera di protesta al direttore Mario Giordano e il caso è stato segnalato a Ordine dei Giornalisti e FNSI. L'invito è a mantenere alta l'attenzione, segnalare e dare diffusione a casi come questi, protestando con i soggetti e gli enti preposti e facendo sentire la nostra voce di “consumatori” attenti e critici dell'informazione.


Per il terzo anno consecutivo, Radio 1812 invita le radio e le organizzazioni/associazioni di migranti di ogni parte del mondo a celebrare la Giornata Internazionale dei Migranti il prossimo 18 dicembre.
Lo scorso anno oltre 150 radio hanno realizzato, trasmesso e condiviso
le loro programmazioni dedicate alla migrazione e ai migranti
trasformando questo evento in una straordinaria opportunità di far
sentire le voci dei migranti nel mondo.
Per questa edizione hanno già confermato la loro adesione 59 emittenti radiofoniche di 19 paesi. Nell'homepage del sito web di Radio 1812 è disponibile una mappa che indicherà i nomi e la provenienza dei partecipanti.


L'appello "I media rispettino il popolo rom" lanciato nel mese di maggio ha ricevuto centinaia di adesioni. Moltissime sono state quelle dei giornalisti e "mediattivisti", a testimonianza di un disagio diffuso nel mondo dei media e del riconoscimento del ruolo centrale dei mezzi di informazione nella costruzione del discorso pubblico sui temi legati al mondo dell'immigrazione.
Durante un seminario tenutosi a Settignano (Firenze) il 4 luglio scorso promotori dell'appello e firmatari hanno avviato una riflessione cercando di individuare forme d'intervento efficaci per contrastare la deriva xenofoba. Si è deciso di cominciare dal linguaggio, dalle parole che si usano per informare su rom e migranti definendo un glossario minimo che, a partire da alcune parole da "mettere al bando", chiede agli operatori dell'informazione non solo di impegnarsi a non usarle ma anche di partecipare a una discussione pubblica sulle parole utilizzate dai media e sui criteri di selezione e trattamento delle notizie.


Da oltre un anno ormai la campagna di criminalizzazione dei rom risuona come un rumore di fondo nello spazio mediatico, nel discorso pubblico e nei luoghi del vivere quotidiano con picchi repentini e momenti catalizzatori (il caso Ahmetovic, la vicenda di Opera, l'omicidio Reggiani, il caso Ponticelli…)
Tra le varie prese di posizione, le omissioni, le strumentalizzazioni e i silenzi - più o meno imbarazzati - ci piace segnalare l'iniziativa di un gruppo di giornalisti che si rivolgono ai loro colleghi e agli utenti dei media con un appello che condividiamo e che speriamo vogliate raccogliere.
I MEDIA RISPETTINO IL POPOLO ROM
Negli ultimi giorni abbiamo assistito a una forte campagna politica e d'informazione riguardante il tema dell'immigrazione. Siamo rimasti molto impressionati per i toni e i contenuti di molti servizi giornalistici, riguardanti specialmente il popolo rom. Troppo spesso nei titoli, negli articoli, nei servizi i rom in quanto tali - come popolo - sono stati indicati come pericolosi, violenti, legati alla criminalità, fonte di problemi per la nostra società.
Purtroppo l'enfasi e le distorsioni di questo ultimo periodo sono solo l'epilogo di un processo che va avanti da anni, con il mondo dell'informazione e la politica inclini a offrire un caprio espiatorio al malessere italiano.
Singoli episodi di cronaca nera sono stati enfatizzati e attribuiti a un intero popolo; vecchi e assurdi stereotipi sono stati riproposti senza alcuno spirito critico e senza un'analisi reale dei fatti. Il popolo rom è storicamente soggetto, in tutta Europa, a discriminazione ed emarginazione, e il nostro paese è stato più volte criticato dagli organismi internazionali per la sua incapacità di tutelare la minoranza rom e di garantire a tutti i diritti civili sanciti dalla Costituzione italiana, dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Siamo molto preoccupati, perché i mezzi di informazione rischiano di svolgere un ruolo attivo nel fomentare diffidenza e xenofobia sia verso i rom sia verso gli stranieri residenti nel nostro paese. Alcuni lo stanno già facendo, a volte con modalità inquietanti che evocano le prime pagine dei quotidiani italiani degli anni Trenta, quando si costruiva il "nemico" - ebrei, zingari, dissidenti - preparando il terreno culturale che ha permesso le leggi razziali del 1938 e l'uccisione di centinaia di migliaia di rom nei campi di sterminio nazisti.
Invitiamo i colleghi giornalisti allo scrupoloso rispetto delle regole deontologiche e alla massima attenzione affinché non si ripetano episodi di discriminazione. Chiediamo all'Ordine dei giornalisti di rivolgere un analogo invito a tutta la categoria. Ai cittadini ricordiamo l'opportunità di segnalare alle redazioni e all'Ordine dei giornalisti ogni caso di xenofobia, discriminazione, incitamento all'odio razziale riscontrato nei media.
Info e adesioni su:
http://www.giornalismi.info/mediarom/
appellomediarom@gmail.com


Migliorare la qualità e ruolo di servizio pubblico in un sistema mediatico, rinnovato, indipendente,
aperto al dialogo interculturale e garante delle pari opportunità. Sono questi alcuni degli obiettivi
della Dichiarazione su Media e Democrazia in Europa.
Redatto dalla Coalition for Media Freedom and Integrity il documento invita decisori politici, organizzazioni dei media, rappresentanti del servizio radiotelevisivo e altri soggetti chiave a livello nazionale e europeo ad adottare strategie e misure concrete per la promozione della multiculturalità e del pluralismo nei media.
La dichiarazione è diventata anche una petizione on line.


Si terrà anche quest'anno il 21 marzo - Giornata internazionale delle Nazioni Unite per l'eliminazione della discriminazione razziale – Radio Voci Senza Frontiere, la 24 ore radiofonica internazionale contro tutte le forme di discriminazione razziale.
Per partecipare:
- invia materiale audio sui temi del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e su altre forme di intolleranza (la data di scadenza per ricevere contributi è il 13 di marzo)
- ritrasmetti i programmi nella tua emittente, via satellite o via internet
- collegati dal vivo con lo staff di Radio Voci Senza Frontiere!
- dedica la programmazione del 21 marzo alla lotta contro tutte le forme di discriminazione.
Visita il sito web di Radio Voci Senza Frontiere www.rvsf.amarc.org

Si svolgerà dal 19 al 25 marzo prossimi la IVª edizione della Settimana europea “Media e Diversità”. La campagna è nata nel 2003 per iniziativa della rete europea Online/More Colour in the Media per portare l'attenzione sulla necessità di una maggiore diversità culturale nei media e per rafforzare la collaborazione sul tema tra professionisti dei media, ONG e audience di origine immigrata.
La Settimana europea 'Media e Diversità' ha coinvolto negli anni associazioni dei giornalisti, scuole di giornalismo, istituti di ricerca e di formazione, responsabili della programmazione e delle politiche sulla diversità culturale delle emittenti pubbliche, enti e associazioni che si occupano di monitoraggio dei media e media comunitari da tutta Europa (per informazioni sulle passate edizioni).
L'iniziativa vuole essere un contributo alla creazione di un'Europa più coesa in cui tutti i cittadini abbiano voce, attraverso la promozione di maggiore qualità nel giornalismo e nella programmazione radiotelevisiva, e sensibilizzando i media sulle potenzialità anche economiche della trasformazione delle audience in senso multiculturale.
Come partecipare
L'edizione 2007 è dedicate al tema Pari opportunità per tutti!. Online/More Colour in the Media è in grado di fornire consulenza per l'organizzazione delle singole iniziative, materiali informativi e canali di pubblicizzazione oltre che contatti con i promotori dei vari eventi.


Negli ultimi sei anni, la comunità internazionale ha utilizzato la Giornata
Internazionale dei Migranti (GIM), che si svolge il 18 dicembre, per
ricordare e promuovere i diritti umani dei migranti. Lo scorso anno sono
state organizzate, in almeno 30 nazioni, svariate iniziative per la
celebrazione della GIM: da un corteo organizzato in Bangladesh ad un film
festival realizzato in Israele. Il filo conduttore di tutte queste
iniziative è quello di far sentire la voce dei migranti e questo intento è
esattamente il fulcro del progetto Radio 18-12: collegare le comunità di
migranti di tutto il mondo attorno al tema quanto mai attuale della tutela
dei diritti dei migranti.
Al fine di imprimere un ulteriore impulso alle iniziative celebrative della
Giornata Internazionale dei Migranti, Radio 18-12 invita le emittenti
radiofoniche e le organizzazioni di migranti a:
* Contribuire e condividere con altri i propri materiali audio
riguardanti il tema della migrazione tramite il sito web di Radio 18-12 nel
periodo che precede la giornata del 18 dicembre.
* Diffondere una programmazione dedicata al tema della migrazione per la
giornata del 18 dicembre 2006 allo scopo di realizzare la prima maratona
radiofonica mondiale dedicata a questo tema.
Per mettere in contatto tutte comunità di migranti e le emittenti
radiofoniche coinvolte nel progetto, December 18 ha realizzato il sito
web di Radio 18-12 che fornisce informazioni e strumenti necessari per partecipare.

Martedì 3 ottobre Il Tempo, ha pubblicato un articolo dal titolo Un’etnia sempre in «cronaca nera», a firma di Augusto Parboni.
L’articolo attinge al peggior immaginario collettivo, a cominciare dall'utilizzo del termine "razza", e si sviluppa in un crescendo di generalizzazioni che risulta profondamente lesivo e offensivo per le migliaia di cittadini di origine rumena che vivono in Italia oltre a violare in modo grave e palese la legge e le regole di deontologia che disciplinano la professione giornalistica.
Esponenti e associazioni espressione della comunità rumena in Italia si stanno già mobilitando con iniziative di protesta di vario genere. Vi invitiamo ad unirvi a loro nel richiedere a Il Tempo pubbliche scuse e la concessione di spazio e voce adeguati alle migliaia di cittadini di origine rumena che vivono onestamente nel nostro paese.
Inviate le vostre proteste a: direzione@iltempo.it - fax: 06 6758869
L’episodio citato è una conferma dell’importanza di vigilare sull’informazione prodotta dai mezzi di comunicazione di massa, strumenti fondamentali nella costruzione del consenso sociale sull’immigrazione, e sottolinea la necessità di far sentire la propria voce di cittadini e “consumatori critici”.
In questa stessa direzione si muove Ai mass media diciamo basta! l’iniziativa promossa a Milano da associazioni di immigrati e riviste multiculturali che, sabato 7 ottobre dalle ore 15, organizzano un presidio davanti al Palazzo dell'Informazione in Piazza Cavour 7. Nella Terza Giornata Internazionale per i diritti degli Immigrati, promotori e partecipanti manifesteranno contro quei mass media italiani, che danneggiano l'immagine dei lavoratori immigrati diffamandoli e alimentando un'idea discriminatoria e xenofoba nell'opinione pubblica.
Alle testate giornalistiche locali i rappresentanti delle associazioni di immigrati chiedono un incontro e l’avvio di un dialogo per scardinare l’automatismo della formula immigrazione = delinquenza, perché le piccole cronache delinquenziali non possono arrivare al cittadino comune come uno scoop giornalistico, ignorando il grande apporto positivo dei nuovi cittadini immigrati, dal punto di vista sociale, culturale ed economico.
Per informazioni e contatti: comitatoimmigrati.mi@libero.it
Rodrigo Ortega 339/8006369 -
Javier Lazo 347/9756300


La campagna intende dare voce a tutti quei cittadini che hanno pagato
il canone della Rai e che, da utenti, esigono un servizio pubblico di
qualità al servizio della pace.
La campagna è promossa da un gruppo molto ampio di organizzazioni
della società civile, laiche e religiose, impegnate per la pace e i
diritti umani, enti locali, sindacati e riviste missionarie: Tavola
della Pace, Coordinamento Nazionale Enti Locali per la pace e i
diritti umani, Federazione Nazionale Stampa Italiana, UsigRai,
Nigrizia, Missione Oggi, Mosaico di pace, Misna, Redattore Sociale.
Con questa iniziativa si chiede alla Rai di:
aprire una nuova sede di corrispondenza in Africa (intitolata ad
Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) e assicurare un più ampio spazio
all'informazione internazionale;
programmare una nuova trasmissione televisiva settimanale sulla pace e
i diritti umani, in una fascia oraria di grande ascolto, come primo
passo dell'impegno del servizio pubblico per la diffusione della
cultura della pace e dei diritti umani;
abolire la pubblicità nelle fasce di programmazione dedicate ai
bambini per dare ai nostri figli una formazione più libera e meno
condizionata;
aprire le porte ai costruttori di pace, alle organizzazioni della
società civile e agli Enti Locali impegnati per la pace, la giustizia
e la democrazia internazionale e garantire un più corretto pluralismo.
Si tratta di quattro obiettivi concreti che possono contribuire a
rilanciare un diverso ruolo del servizio pubblico.
