A settembre nuovo appuntamento con Al Jarida

Riprenderà a pieno regime a settembre l’esperienza di Al Jarida, free press bilingue e sito edito dall’Associazione Medinaterranea. Nato nel 2007 sul web, poi trasferitosi anche su carta, Al Jarida conta più di 5 mila contatti mensili online e stampa quasi ogni mese 10 mila copie da distribuire nel territorio milanese.

L’idea di Al Jarida (Il giornale, ndr.) è nata sui banchi di scuola, quelli delle classi di italiano L2 presenti sul territorio milanese. È infatti dall’incontro tra Marco Sergi, insegnante di italiano a stranieri e direttore della testata, e i suoi allievi che l’intero progetto ha preso forma.

Prima il sito, e successivamente il periodico, sono stati creati per rispondere sia alle esigenze degli studenti, desiderosi di mettersi alla prova con la nuova lingua da apprendere, sia a quelle delle loro comunità, che necessitavano di essere informate su questioni burocratiche, legislative e amministrative di loro interesse.

Il risultato, raggiunto con il contributo di un’equipe composita e variegata, è stato la creazione di un vero e proprio ponte linguistico e culturale tra comunità di lingua araba e italiani, in cui soprattutto enti pubblici, ma anche soggetti privati, hanno creduto.

Attualmente Al Jarida offre informazioni su attualità italiana e sulla situazione dei paesi dell’area mediterranea; a ciò si aggiungono numerosi e aggiornati focus su aspetti giuridici legati al mondo dell’immigrazione. La redazione è formata da volontari di diversa provenienza e si avvale anche di collaborazioni esterne con attivisti presenti in paesi come Egitto, Marocco, Libano, Siria, Palestina e Tunisia.

“Nel futuro – dichiara Marco Sergi – ci auguriamo di incrementare i rapporti con stakeholders privati, istituzioni locali, ong e associazioni che vogliano utilizzare i nostri strumenti mediatici per comunicare. Vogliamo crescere per raggiungere puntualmente ogni mese i nostri lettori con le informazioni di servizio, le notizie e le testimonianze di prima mano che da sempre ci contraddistinguono”.

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