Commissione
Europea
Per
la CE la CD è, innanzitutto, un altro modo di fare cooperazione
che mira a mettere gli attori (in tutta la loro diversità) al centro
del processo di cooperazione coinvolgendoli, sin dallinizio, in tutto
il ciclo dellintervento, specificando i ruoli e le responsabilità
di ciascuno, conformemente al principio di sussidiarietà.
Il Programma di rafforzamento della cooperazione decentrata per la Commissione Europea (Precod) individua cinque principi e tre assi di intervento principali che permetterebbero di distinguere la CD da un approccio di cooperazione classico.
Principi della CD
1 - La partecipazione attiva
(responsabilizzazione) di tutte le "famiglie" di attori
2 - La ricerca di una concertazione e di una complementarietà tra i diversi attori
L'obiettivo non è sostenere molti progetti isolati ma promuovere processi di dialogo e di messa in rete di iniziative tra i diversi attori, articolando gli interventi a diversi livelli (locale, regionale, nazionale).
3 - Una gestione decentralizzata
La delega delle responsabilità di gestione, compresa quella finanziaria, agli attori coinvolti è un principio fondamentale della CD (principio di sussidiarietà). Nel concreto implica un cambiamento profondo dei ruoli e dei comportamenti delle agenzie centrali e anche dei partner del Nord come le Ong.
4 - L'adozione di un "approccio-processo"
La durata è un elemento essenziale: è necessario del tempo per garantire una vera partecipazione, di qui la necessità di adattare l'approccio-progetto classico con tempi delimitati ad un modo di operare che favorisca il processo di scambio, la valutazione congiunta delle attività.
5 - La priorità data al rafforzamento delle capacità e allo sviluppo istituzionale
Significa aiutare gli attori a nascere, ad organizzarsi, a formarsi, a costituire delle reti e dei partenariati tra loro e con gli attori pubblici. La CD intende, infatti, migliorare la capacità degli attori di farsi carico del proprio processo di sviluppo appoggiando così il consolidamento del sistema democratico e di governance locale.
Assi di intervento
1. sostegno al dialogo politico e sociale;
2. sostegno al processo di decentralizzazione;
3. sostegno alle iniziative di sviluppo locale Ministero degli Affari Esteri.
Per il COSPE e le ONG promotrici del progetto Villaggio Globale
la
Cooperazione Decentrata è concepita come cooperazione tra territori,
come una collaborazione tra tutti quegli attori che sono, a vario titolo, attivi
e significativi nei processi di sviluppo dei propri territori.
Si tratta di un processo complesso di cooperazione che sviluppa i propri obbiettivi
e le proprie procedure di intervento nella concertazione fra i soggetti più
rappresentativi di aree diverse del mondo, basandosi sui valori
territoriali, cioè sulle rispettive identità sociali, economiche
e culturali e sulla promozione di processi di Sviluppo Integrato Autosostenibile
e Democratico: Integrato, nel senso di pensare ed agire contemporaneamente a
livello socio-economico, ecologico e culturale;
Autosostenibile nel senso di basarsi prioritariamente sulle risorse naturali
e umane locali; Democratico, nel senso di sviluppare processi di reale partecipazione
cittadina.
Non si caratterizza, di conseguenza, come un modello di cooperazione neutrale,
ma come una strategia fondata su di una chiara scelta di campo.In questo senso,
la CD si presenta come uno strumento sensibile al territorio che
avvia e produce un processo dove, ben oltre la logica di aiuto,
la conoscenza profonda dei territori di riferimento e losservazione diretta
delle conseguenze di un sistema produttivo ed economico globale portano a pensare
strategie e progetti centrati nei Paesi del Sud e del Nord, finalizzati ad agire
contemporaneamente su due fronti. Lanalisi e la comprensione
dei processi in atto nei territori, lidentificazione degli attori significativi,
istituzionali e non, delle politiche nazionali e locali vigenti sono condizione
fondamentale per la promozione dei processi di CD.
Questa strategia di CD presuppone la costruzione di rapporti di lungo periodo
allinterno dei quali le ragioni dello scambio risultano essere in continuo
approfondimento e i singoli progetti si collocano come strumenti di costruzione
di un percorso più ampio, fatto di scambi ed azioni concrete nei settori
del buon governo, dei pubblici servizi e dello sviluppo economico.
La CD si propone di superare alcuni dei limiti della cooperazione tradizionale
(sovrapposizione di flussi finanziari e di interventi, relazioni uno-ad-uno
tra i soggetti coinvolti, separatezza degli obiettivi, scarsa sinergia, emarginazione
dei soggetti minori), focalizzandosi su due concetti-chiave: la paritarietà
e la reciprocità nei rapporti tra gli attori dei territori in dialogo
e cooperazione. Costruire rapporti paritari significa pensare le relazioni e
i lavori costituenti il partenariato tra due territori, considerando tutti i
soggetti di un territorio come attori a pari diritto, chiamati a definire i
contenuti e le modalità di attuazione dei processi di sviluppo. Puntare
sulla reciprocità risulta essenziale per uscire dalla logica dellaiuto
e massimizzare il valore aggiunto che i rapporti di cooperazione possono rappresentare
anche per i soggetti del Nord. Ciò si realizza attraverso due stadi del
processo di CD:
primo stadio dello scambio reciproco di buone pratiche che rappresenta uno sviluppo alquanto spontaneo della costruzione di relazioni paritarie di partenariato;
secondo stadio dell approfondimento dei rapporti di scambio con i territori del Sud del mondo.
E questo il momento proprio della CD che, unito ad una riflessione sulle conseguenze dei processi in corso su scala globale, dovrebbe portare a pensare nuove strategie e progetti centrati nel Nord del mondo e volti a modificare modelli consolidati di malgoverno, consumo, produzione e comunicazione.
Quale
il ruolo delle Ong?
Le
Ong, possono essere definite un soggetto precursore della CD. Prima ancora infatti
che essa venisse riconosciuta al livello internazionale agivano di fatto secondo
i principi della partecipazione, del partenariato, sostenendo i processi di
democratizzazione.
Tuttavia,
lapproccio alla CD richiede dei cambiamenti anche nei modi di operare
di attori tradizionali della cooperazione come le Ong. Nella CD,
infatti, le Ong, pur disponendo di una forte specializzazione tecnica e progettuale,
non giocano più un ruolo di autosufficienza operativa fra il soggetto
finanziatore e il soggetto beneficiario; ma sono elementi di un quadro composito
che diviene tanto più efficiente e produttivo quanto più vasto
e articolato è il panorama degli attori in campo. Inoltre la partecipazione
delle Ong non è più una condizione necessaria all'accesso ai fondi
della CD.
Ciononostante le Ong rivestono un ruolo fondamentale nei processi di CD, grazie ai legami e alla conoscenza dei territori nei Pvs, alla capacità di coordinamento, di formazione e supporto tecnico sia alle amministrazioni locali sia agli altri attori coinvolti.
In sintesi le Ong possono svolgere un ruolo importante, e in particolare:
1. sensibilizzare la collettività e coloro che prendono decisioni politiche sullimportanza dei temi dello sviluppo locale, della democrazia partecipativa, della governance, delleconomia sociale.
2. Favorire i contatti e il dialogo tra gli attori del Nord e del Sud.
3. Identificare gli attori/partner dei territori del Nord e del Sud.
4. Promuovere, attraverso la costruzione di reti, politiche di cooperazione decentrata.
5. Trasferire le proprie competenze e conoscenze relative ai processi di cooperazione e ai Paesi attraverso la formazione.
6. Gestire, insieme ai partner del sud, i processi di cooperazione decentrata.
Nellambito delle Linee d'indirizzo e modalità attuative il MAE definisce la CD come:
"L'azione
di cooperazione allo sviluppo svolta dalle Autonomie locali italiane, singolarmente
o in consorzio fra loro, anche con il concorso delle espressioni della società
civile organizzata del territorio di relativa competenza amministrativa, attuata
in rapporto di partenariato prioritariamente con omologhe istituzioni dei Pvs
favorendo la partecipazione attiva delle diverse componenti rappresentative
della società civile dei paesi partner nel processo decisionale finalizzato
allo sviluppo sostenibile del loro territorio".
Gli ambiti di intervento preferenziali della CD secondo il MAE sono:
- il sostegno delle "policies" di decentramento politico e amministrativo,
- la promozione dei processi di democrazia partecipativa,
- il sostegno delle politiche di tutela delle fasce di popolazione a maggior rischio e delle minoranze,
- il sostegno delle politiche di tutela del patrimonio ambientale e culturale,
- la pianificazione e gestione dei servizi al territorio,
- la creazione di ambienti favorevoli alla crescita di forme associative di tipo cooperativistico e di micro, piccole e medie imprese,
- la promozione di sistemi creditizi equi e sostenibili,
- la creazione di centri di formazione professionale e specialistica per la crescita dell'occupazione.
Il progetto vuole informare e promuovere una riflessione e un monitoraggio su esperienze concrete nel Sud del mondo che riguardano lo SVILUPPO LOCALE, l'ECONOMIA SOCIALE, la GOVERNABILITA DEMOCRATICA, e attivare reti territoriali in Italia e in Europa per azioni qualificate di scambio e COOPERAZIONE DECENTRATA.
L'idea è quella di portare a conoscenza dell'opinione pubblica italiana ed europea l'esistenza di esperienze positive ed incisive di lotta alla povertà e di sviluppo locale, di partecipazione democratica dei cittadini, di forme di scambio e cooperazione tra Sud e Nord.
Il ruolo che i Paesi del Sud svolgono a livello macroeconomico è quasi sempre marginale e funzionale alle economie del Nord. Al contrario, a livello locale, alcune realtà del Sud sono portatrici di nuovi modelli di sviluppo economico, sociale e culturale di grande interesse. L'obiettivo di Villaggio Globale e Territori è di sostenere e diffondere modelli di economia sociale e di partecipazione democratica al Nord come al Sud del mondo.
Il progetto è realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo.
| Invito a partecipare Gli enti locali, le associazioni, le imprese, le persone interessate a partecipare alle nostre attività e progetti possono contattare le organizzazioni promotrici del progetto Villaggio Globale, partecipare al forum o scrivere a pirazzi@cospe-bo.it |