sezione documenti / cooperazione decentrata
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L'altra, la Bosnia Erzegovina

 

Premessa

Quando mi e’ stato chiesto di fare un intervento che parlasse di cooperazione decentrata in BiH, ho immaginate diverse introduzioni, che servissero a rappresentare, rendere visibile, il paese particolare nel quale vivo e lavoro e che aiutassero (voi e me) a costruire un ponte percorribile nei due sensi.
Il ponte, e’ una delle immagini piu’ usate a proposito della BiH. Sia perche’ molti ne sono stati distrutti, sia perche’ questo fatto dell’unire e dell’attraversare si presta con efficacia ai discorsi.

Una delle prime considerazioni pero’ e’ che parlare di cooperazione decentrata in BiH sarebbe scorretto, meglio dunque correggermi subito e dire con, dunque, cooperazione decentrata con.

Se e’ lo scambio fra i territori, quello che ci interessa, allora oltre alla BiH, (non tutta la BiH, ma quei luoghi che il CRIC, l’associazione con la quale collaboro, abita: il Cantone di Tuzla ed il Distretto di Brcko); si tratta di identificare uno o piu’ luoghi che facciano da altra sponda al ponte di cui sopra. Nel nostro caso la Calabria, o meglio gli 11 comuni dell’Area Grecanica.

Ascoltare gli interventi precedenti, soprattutto quelli fatti dalle ragazze e dai ragazzi del Master , che hanno in queste settimane vissuto e lavorato in questi 11 comuni, ha riportato in superfice i miei vissuti di calabrese, la specificita’ di questi luoghi, l’impegno e/o l’apatia con cui possono essere abitati e governati.

Così, l’intervento preparato ha perso il suo ordine logico per presentarsi invece attraverso le tante immagini delle relazioni di affinita’ che corrono fra i luoghi, territori appunto, e le persone (donne ed uomini) che li attraversano e li abitano.

 

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